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Al termine delle lezioni di questo weekend l’Executive Master in Data Analysis for Marketing, per la prima volta nella sua storia, si prende una pausa estiva.

La fine del modulo formativo su Machine Learning & Predictive Analytics, infatti, segna la chiusura dei primi sei mesi di lezione.

Ad accogliere i partecipanti nella giornata di venerdì, è stato il Dott. Andrea Lori, CEO e Co-Founder di Emotiva, con il quale abbiamo affrontato il tema del riconoscimento emozionale.

Grazie alla sua testimonianza, abbiamo innanzitutto compreso come le emozioni abbiano una doppia valenza: decisionale e comunicativa.

Le neuroscienze testimoniano, infatti, che le emozioni ci connettono con il mondo e hanno un ruolo fondamentale nello scegliere un’opzione o un’altra in maniera immediata, prima che intervenga la rielaborazione razionale.

Per quanto riguarda invece la comunicazione, le emozioni ne sono uno dei fondamenti ed espletano questa funzione attraverso la modulazione di tre istanze principali.

È stato Paul Ekman, per primo, a catalogare le espressioni facciali e a creare così il Facial Action Coding System che ne consente l’interpretazione.

Ekman ha collaborato con agenzie investigative e numerosi altri enti negli Stati Uniti, tanto che la sua vita è stata addirittura d’ispirazione per una serie tv di grande successo: Lie to me, della quale ci godiamo insieme alcuni spezzoni.

Ma, nel caso di Emotiva, la scoperta della menzogna non è lo scopo principale.

Quali sono gli obiettivi del riconoscimento delle emozioni?

Obiettivo primario, che poi viene declinato nelle case history che Andrea ci presenta, è rendere più naturale l’interazione uomo-macchina .

Lo strumento adatto a raggiungere il fine è un algoritmo di machine learning, più trasparente e accurato nel cogliere emozioni complesse rispetto, ad esempio, a una rete neurale:

Passiamo, quindi, ad analizzare vari casi d’uso e campi d’applicazione di questo tipo di tecnologie: dal marketing, alla cura del paziente, dalla guida automatica alle risorse umane.

Tutti campi in cui poter comprendere un’espressione emozionale di gradimento, stanchezza o dolore possono risultare fondamentali.

Andrea non ci nega, però, che l’utilizzo del riconoscimento delle emozioni deve comportare una cura particolarmente attenta dal punto di vista etico. Oltre alla normativa sulla privacy, alle leggi, serve anche una grande consapevolezza da parte degli operatori.

Il tema è particolarmente delicato e i rischi ci sono, inutile negarlo: è dunque necessaria una riflessione critica e approfondita per scongiurare un utilizzo spregiudicato del riconoscimento facciale ed emozionale.

Il resto del weekend prosegue attraverso una serie di workshop in cui i partecipanti tornano a lavorare in gruppo su diversi database, guidati da Andrea Saccani, Francesco Bellogi e una special guest:

A salutare l’aula, infatti, è anche Lulù, cagnolina fantasia di 8 mesi che ci ricorda una delle frasi più importanti del Manifesto Russel-Einstein sui rischi legati all’esistenza delle armi nucleari:

Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.

E buona estate! 😉

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