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Una domanda davvero centrale guida le lezioni della settimana nell’aula dell’Executive Master in Data Management & Business Analytics:

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale?

Per capire qualcosa di più di questo tema tanto attuale ci affacceremo alle frontiere dell’AI grazie agli interventi di IBM, Oracle ed Everywhere.

Innanzitutto, ammettiamo che che la nostra percezione dell’Intelligenza Artificiale è spesso distorta da film e racconti di fantascienza, così come e la storia di Nora ci dimostra.

La Dott.ssa GianiEMEA Industry Transformation Director presso Oracle, ci racconta, infatti di Nora: un robot sommelier che ha potuto svolgere la sua funzione solo per qualche mese.

Dopo questo periodo, Nora è stata licenziata non certo per incompetenza ma per poco successo, per così dire, di pubblico.

Tutti gli interventi chiariscono questo punto: siamo pervasi da AI senza rendercene conto, la usiamo ogni giorno.

Questo è possibile perché l’AI e gli Assistenti Virtuali sono, fondamentalmente due cose:

  • Machine Learning
  • Natural Language processing
L’Intelligenza Artificiale non ha l’obiettivo di sostituire l’Intelligenza Umana, ma di supportarla nello svolgimento di compiti specifici.

Il primo incontro della settimana è quello con la visione di IBM attraverso il Dott. Alessandro Rea, Cloud & Cognitive Solution Architect, e il Dott. Andrea Ongaro, Data Scientist.

 

Attraverso l’intervento di IBM indaghiamo innanzitutto i bias di comprensione dell’Intelligenza Artificiale sia dal punto di vista del riconoscimento immagini che di quello dei testi.

L’indagine dell’errore è importante per definire e precisare l’obiettivo di qualsiasi Assistente Virtuale:

Capire le domande, fornire risposte adeguate

Certo, ma come Alessandro e Andrea ci spiegano, questa capacità è articolata su diversi livelli:

  • Assistant: interagisce con l’utente in linguaggio naturale e risponde a domande ricorrenti
  • Agent: riesce ad estrarre informazioni implicite ed eseguire operazioni complesse nell’interazione
  • Expert Advisor: genera non solo risposte ma anche suggerimenti sintetici, presentandoli nel modo più appropriato rispetto all’interazione
Grazie a una carrellata di casi d’uso e scenari tocchiamo con mano l’utilità dell’AI per il Marketing e il Business.

Approdiamo, infine, a IBM Watson: la piattaforma che approfondiremo tra due settimane nell’attività laboratoriale curata da IBM.

Nel pomeriggio incontriamo un altro dei più grandi player nel campo dell’AI: Oracle e, in particolare, la Dott.ssa Luisella Giani e il Dott. Emanuele Cacciatore, EMEA Senior Director Insight & Cloud Strategy.

Innanzitutto scopriamo la strategia Oracle che ha per obiettivo portare a tutti l’Intelligenza Artificiale secondo le proprie esigenze, attraverso soluzioni diversificate:

  • Adaptive Intelligence Apps
  • AI Platform
  • Cloud Services Applications

Grazie alla presentazione di Luisella e le case history che ci propone riconosciamo il contributo che il supporto dell’AI può fornire a diversi processi e settori aziendali.

Con il prezioso contributo di Emanuele, poi, indaghiamo nello specifico il campo Human Resources Management in cui l’applicazione dell’AI si muove su tre assi principali:

Nella giornata di venerdì abbiamo parlato a più riprese di differenti tipologie di assistenti virtuali e sabato è giunto il momento di conoscerne uno più da vicino.

Grazie all’intervento di Everywhere, infatti, possiamo entrare nel laboratorio di creazione di un Chatbot.

Per prima cosa, però, ci chiediamo che cosa debba fare per noi il Bot:

Con il Presidente della società, il Dott. Angelo Ognissanti arriviamo a definire le caratteristiche necessarie per fare di un ChatBot un supporto efficace:

  • Facilità di configurazione
  • Velocità di implementazione
  • Funzionalità Omnichannel
  • Apertura a sistemi esterni

Di fatto, tutto questo ci precisa che

il valore fondamentale che guida la creazione di un ChatBot è la concretezza

E dunque, concretamente, ci immergiamo prima nel caso di un corriere espresso internazionale e poi nel laboratorio, insieme al Dott. Andrea Costa e al Dott. Marco Olimpieri.

Seguire il processo di configurazione del Bot conduce i partecipanti a un confronto interessante.

C’è chi avanza qualche perplessità relazionale e chi darebbe la mano destra per avere un filtro artificialmente intelligente che lo liberi dai compiti più ripetitivi…

La questione centrale è quella del contesto in cui siamo propensi all’interazione con una macchina piuttosto che con un essere umano.

A questo proposito, chiudiamo questa pagina del diario con un’ottima notizia: Nora non ha avuto successo come sommelier ma è molto apprezzata come assistente danzante nella riabilitazione di bambini che hanno subito traumi o interventi chirurgici che ne hanno compromesso la mobilità articolare 🙂

 

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Indagine sul livello di adozione e utilizzo dell'Intelligenza Artificiale in Italia

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